• Arco aortico destro persistente e conseguente costrizione esofagea


In questa anomalia congenita l'aorta prende origine dal quarto aortico destro invece  che dal sinistro: il legamento arterioso si estende tra l'arteria polmonare sinistra  e l'aorta anormale, determinando la costrizione dell'esofago. 

Nei cani e nei gatti questa è l'anomalia  più comune dell'anello vascolare.


Gli animali colpiti sono di solito considerati normali fino allo svezzamento. 

Con l'introduzione del cibo solido si manifesta rigurgito che inizialmente è postprandiale e successivamente si verifica ad intervalli variabili: gli animali colpiti possono manifestare tosse e sofferenza respiratoria e spesso, nonostante l'appetito insaziabile, possono crescere più lentamente o apparire malnutriti.


La diagnosi si basa sull'anamnesi, sull'esame clinico, sull'endoscopia e sui risultati dei radiogrammi dopo pasto opaco.




Il caso qui presentato si riferisce ad un labrador femmina di sei mesi di nome Isotta che presentava rigurgito postprandiale e dimagrimento; eseguito l'esame radiografico con pasto di bario ed una ecocardiografia che escludeva la pervietà del dotto arterioso e altre anomalie cardiologiche, si suggeriva l'intervento che veniva eseguito dopo gli altri opportuni accertamenti pre-anestesiologici.


Veniva eseguita una toracotomia a livello del quarto spazio intercostale sinistro. Il lobo polmonare craniale veniva isolato e spostato indietro con garze  bagnate. 




Si rendeva evidente l'esofago dilatato che si restringeva presso la base del cuore; una volta reciso il mediastino, avendo fatta attenzione ai nervi vago e laringeo ricorrente, si identificavano l'aorta, l'arteria polmonare ed il dotto arterioso,  più lungo del normale ma cilindrico come nella norma: Questo veniva attentamente dissezionato dall'esofago, legato doppio con una sutura non riassorbibile e quindi reciso. 




Veniva inserito nell'esofago una sonda di diametro adeguato per evidenziare eventuali lacinie fibrose.

Veniva applicato un tubo toracostomico (rimosso dopo quattro giorni), e, dopo aver effettuato un blocco locale dei nervi intercostali, veniva chiuso il torace come d'abitudine.


La prognosi a seguito della chirurgia nel caso di dilatazione esofagea conseguente a tale anomalia è variabile, spesso il miglioramento non è immediato, talvolta è parziale e  talvolta assente se il persistere per tempi lunghi della condizione di dilatazione determina la perdita definitiva della funzione neuromuscolare  e la conseguente mancanza di peristalsi.


La mancata esecuzione dell'intervento e la conseguente atonia dell'esofago porta, in tempi più o meno lunghi alla morte, in genere per polmonite ab ingestis. 


Nel caso riferito, operato a maggio 2012, si è avuto un pieno recupero della funzione esofagea fin dai primi giorni dalla chirurgia.